Meditiamo....attentamente!

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Giudizio Universale                                                                                                                                                                                                                                                     19 marzo alle ore 11:46

In questi giorni si è fermato tutto o quasi: restiamo in casa perché un virus minaccia la nostra salubrità (e un sistema sanitario non pronto ad affrontare una pandemia) e rispettiamo le regole perché gli obblighi che ci sono stati imposti, seppure hanno limitato la nostra libertà individuale, fanno parte di un percorso che ci dovrebbe condurre fuori dallo stato di emergenza. Da quando ci siamo fermati però, la natura ed il Pianeta si sono riappropriati dei propri spazi e hanno cominciato a respirare: le acque dei canali di Venezia sono tornate limpide perchè non sono più intossicate dall’attività scellerata delle navi, in tutta Italia l’ESA ha pubblicato un video che mostra chiaramente come le emissioni di diossido di azoto e i livelli di inquinamento siano diminuiti, soprattutto in Pianura Padana.
Per l’emergenza climatica che stiamo attraversando non basterà una lista di regole da seguire: non sacrificio e rinuncia ma un percorso globale in cui si antepone la decarbonizzazione alle lobby del fossile, il cambiamento a beneficio di tutti agli interessi delle minoranze privilegiate. La politica su scala globale dovrà di nuovo fare gioco di squadra e scegliere di tutelare i cittadini e le cittadine dal clima che cambia e che, come il virus, non fa sconti a nessuno.
Noi abbiamo intrapreso il nostro e vostro percorso verso la giustizia climatica e #FacciamoCausa allo Stato Italiano affinché, superata questa emergenza sanitaria, si occupi di quella climatica.

Condivido quest' altro punto di non ritorno.
Agiamo prima che sia tardi e che l'emergenza del coronavirus ci dia l'incipit per cambiare.

L'immagine può contenere: cielo, spazio all'aperto e natura, il seguente testo "#9 Scomparsa della foresta boreale www.giudiziouniversale.eu GIUDIZIO UNIVERSALE"
Giudizio Universale

#9TippingPoints
Cosa accadrebbe se scomparissero le foreste boreali? Scoprilo sul nostro blog http://bit.ly/9TippingPoints

Le foreste boreali si trovano alle alte latitudini dell'emisfero settentrionale, appena a sud della tundra artica e sono caratterizzate da specie in grado di far fronte al freddo, come il pino, l'abete rosso e il larice. Presenti in vasti tratti del Nord America, del Nord Europa e dell'Asia, esse costituiscono il 30% delle foreste del mondo, rappresentando il più grande "bioma", o ecosistema, presente sulla superficie terrestre.
Anch’esse sono minacciate dai cambiamenti climatici e dall’aumento delle temperature globali che ne modificano la composizione: estati sempre più calde minacciano le specie di alberi attualmente dominanti, esponendoli a nuove e maggiori malattie, riducendone i tassi di riproduzione e rendendo più frequenti gli incendi.
Con le nostre azioni stiamo compromettendo la loro capacità naturale di rigenerarsi come ecosistemi forestali, condannandole a diventare ambienti scarsamente boscosi o praterie, con inevitabili effetti di feedback sul cambiamento climatico stesso. La loro scomparsa infatti, oltre a emettere gas inquinanti tramite la loro combustione, significherà minore capacità di assorbimento della CO2 e minore potere riflettente delle calde razioni solari.
Anche per questo in Italia #FacciamoCausa: chiederemo allo Stato Italiano misure realmente stringenti di riduzione delle emissioni e politiche ambientali che possano fare davvero la differenza per il futuro dell’uomo e della Terra.
Scopri di più su 
www.giudiziouniversale.eu

I PUNTI DI NON RITORNO

INTERESSANTE L' ARTICOLO DI QUESTO RAGAZZO DI 19 ANNI CHE SI BATTE PER IL CLIMA...OVVERO PER IL DIRITTO AL FUTURO....merita di essere letto con attenzione.

Antonio Stasolla
Presidente Associazione Follereau Italiana Dirittiamoci

Ossessione da coronavirus, ma il clima resta il vero problema
24/02/2020 10:41 CET

Luigi Ferrieri Caputi
Attivista FFF

Prendete un quotidiano, uno qualsiasi, e leggete cosa trovate in prima pagina.
Accendete la televisione, un canale a caso, e guardate un telegiornale.
Sintonizzatevi su una radio, in macchina, e ascoltate le notizie del giorno.
Salite su un autobus e origliate i discorsi, andate in un bar e fate lo stesso.

Sapete di cosa si parla, ovunque? Del Coronavirus. Il Coronavirus è onnipresente. È sui quotidiani, è nelle televisioni, è alle radio. Se ne parla sui mezzi pubblici e nei bar. È l’argomento del momento, la crisi del momento, il “Signora mia, ma dove andremo a finire” del momento.

Tutto il mondo si ferma per il coronavirus, si fermano i trasporti, si sospendono le manifestazioni, si fermano le industrie; si chiudono le università e le scuole.
Nel porto di Livorno arrivano sempre meno navi, per esempio, e sempre più voli restano a terra. Interi comuni sono chiusi, i viaggi di istruzione sospesi.
Tutto il mondo agisce unito in un momento di crisi, la comunicazione è costante e le manovre preventive “esagerate, forse, ma necessarie” attuate senza pensarci due volte.

Ironicamente, ha fatto più per il clima il coronavirus che la politica!
Dall’abbattimento delle emissioni cinesi (benché non sia certo un effetto a lungo termine. Dimostra però che le emissioni si possono abbattere. Abbiamo 8 anni prima di arrivare al collasso climatico, in 8 anni, se la politica lo volesse, potrebbe farcela!) alla messa a terra di centinaia di migliaia di voli.
Al di là di tutto, ha fatto di più perché ha smascherato la politica.
Non esistono problemi troppo grandi per essere risolti, e quando l’interesse c’è siamo capaci di agire con forza e coesione.

Si può fare! Si può agire! Ancora una volta abbiamo dimostrato che in momenti di crisi, se davvero vi è una volontà politica, è possibile lavorare insieme per superarla. Non è la prima volta che ci troviamo davanti a progetti monumentali, non è la prima volta che affrontiamo crisi internazionali di questa portata.
Siamo capaci, abbiamo tutte le risorse. Quel che manca è, appunto, la volontà.

Siamo riusciti a sopravvivere alla peste quando la medicina migliore erano degli uomini, vestiti di stracci che parlavano in Latino ( e un latino molto volgare, tra le altre cose ). Siamo sopravvissuti all’influenza Spagnola, quando la guerra aveva messo l’Europa in ginocchio.

Saremo capaci di sopravvivere al coronavirus, oggi, grazie alla medicina migliore che abbiamo mai avuto e con una popolazione informata e consapevole sul come ridurre le possibilità di contagio. Al collasso climatico, però, non sopravviveremo. Ecco perché dobbiamo evitarlo, è una lotta per la sopravvivenza, ecco perché non si può più aspettare: le conseguenze saranno ben più catastrofiche di quanto abbiamo fino ad ora visto. La politica deve agire. Ora. Le scuse non reggono più, ci avete dimostrato le vostre competenze, ora dimostrateci la vostra volontà.

La crisi climatica è la più grande che abbiamo mai affrontato, e sta mettendo, davvero, a rischio la vita sulla Terra. Potete battere questa crisi. La politica ha i mezzi, ha le risorse, per farlo. Lo avete dimostrato, lo state dimostrando, in questi giorni. La cura per la crisi climatica l’avete già. Serve solo la volontà. Perché vi manca? Di clima si muore, e si morirà sempre di più.

Cosa aspettate ad agire? Questa è una battaglia che non possiamo perdere.

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L'EMERGENZA AMBIENTALE CONTINUA!
E noi continueremo ad informare!

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Giudizio Universale

Due anni fa Roma si risvegliava così, con 4 centimetri di neve e temperature sotto lo 0.
Da oltre un mese invece, Roma si sveglia con temperature che arrivano anche a 20°, con un clima tipicamente primaverile che coinvolge tutta l’Italia. Siamo in emergenza siccità, la natura e i raccolti sono in tilt, così come le temperature. In tutto il mondo si stanno registrando disastri come lo scioglimento dei ghiacciai in Antartide e le Alpi sono sempre meno bianche.
È anche per questo che #FacciamoCausa: non possiamo permetterci di perdere tempo e perdere parte del nostro patrimonio naturale.
Unisciti a noi nella prima causa climatica allo Stato Italiano: firma l’appello su www.giudiziouniversale.eu

 

I PUNTI DI NON RITORNO

Riporto alcune considerazioni degli esperti sui Punti di Non Ritorno, che ci debbono indurre a riflettere, soprattutto se vogliamo bene ai nostri figli e desideriamo garantire loro un futuro.

Ritengo che i CAMBIAMENTI CLIMATICI siano eventi da affrontare molto seriamente.

Non abbiamo una seconda casa!

Mentre i record climatici vengono regolarmente infranti, l'impatto cumulativo di questi cambiamenti potrebbe far cambiare in modo drammatico e irreversibile parti fondamentali del sistema terrestre. Dal crollo delle calotte glaciali e dallo scongelamento del permafrost, allo spostamento dei monsoni e alla morte della foresta.
 
Sono nove i “punti di non ritorno, ovvero soglie in cui un piccolo cambiamento potrebbe spingere un sistema in uno stato completamente nuovo. 
Che cosa accadrebbe se uno di questi elementi smettesse di fare il proprio lavoro?
Il primo punto di non ritorno è la modifica della circolazione artica. L'AMOC fa parte di una più ampia rete di schemi di circolazione oceanica globale che trasporta il calore in tutto il mondo ed è messo a dura prova dal climate change. 
Fonte Carbon Brief
Anche per questo #FacciamoCausa, firma l'appello su www.giudiziouniversale.eu

 

Il secondo dei nove punti di non ritorno potrebbe essere la disgregazione della calotta glaciale dell’Antartico occidentale. Il #WAIS ha ancora abbastanza ghiaccio per aumentare il livello del mare globale di circa 3,3 metri. Pertanto, anche una perdita parziale sarebbe sufficiente per cambiare drasticamente le coste di tutto il mondo.
Cosa sono i tipping points? Sono soglie in cui un piccolo cambiamento potrebbe spingere un sistema in uno stato completamente nuovo. Che cosa accadrebbe se uno di questi elementi smettesse di fare il proprio lavoro?
Scoprili sul nostro blog http://bit.ly/9TippingPoints
Inverti il processo, #FacciamoCausa! 
Scopri come su www.giudiziouniversale.eu

 

ULTIME NOTIZIE…!

 

 

Oggi un’infografica sulle condizioni del Mediterraneo con un focus sulla situazione d’emergenza in Italia a causa delle temperature elevate. Condividiamo!

 

 

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CAMBIAMENTI CLIMATICI

L'INVERNO SMARRITO

Che questo inverno sia stato il MENO inverno degli ultimi dieci anni, è una realtà incontrovertibile. 

Ritenendo di poter aiutare i cari lettori a prendere sempre più coscienza dei cambiamenti climatici e della deriva pericolosa che abbiamo intrapreso come  esseri umani, in questa pagine inserirò le notizie sul clima mano a mano che mi arriveranno dal Comitato Giudizio Universale, che altro non è che un insieme di cittadine e cittadine, studenti, scienziati, attivisti e volontari di associazioni ecologiste e non, di comitati territoriali, centri di ricerca e media indipendenti, che consapevoli che ci resti poco tempo per salvarci e  salvare la nostra unica casa, ovvero il nostro pianeta Terra, hanno deciso di intentare un'azione legale nei confronti dello Stato italiano, per indurlo a fare di più e meglio per i cambiamenti climatici.

Noi come associazione, siamo partecipi a questa battaglia e un giorno potremo dire ai nostri figli, che c'eravamo!

 

Vi informo che ad oggi, hanno risposto per l'approvazione della mozione per dichiarare lo stato di emergenza climatica, i Comuni di Baone e di Ponte San Nicolò.

Ho comunque provveduto a sollecitare tutti gli altri Comuni dei quali non ho ancora una risposta.

Vi terrò informati.

 

             Antonio Stasolla

 

Presidente Associazione Follereau Italiana Dirittiamoci

 

Qui sotto la delibera del Comune di Ponte San Nicolò (PD)

COMUNE DI PONTE SAN NICOLÒ
PROVINCIA DI PADOVA
ORIGINALE
VERBALE DI DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 51 del 30-10-2019
Sessione Ordinaria - Seduta Pubblica di Prima Convocazione


Oggetto:
ORDINE DEL GIORNO PER DICHIARARE LO STATO DI EMERGENZA CLIMATICA
E AMBIENTALE.


L’anno duemiladiciannove addì trenta del mese di ottobre alle ore 19:00 nella sala delle adunanze, previa
convocazione con avvisi scritti notificati ai sensi di legge, si è riunito il Consiglio Comunale.
Partecipa alla seduta il SEGRETARIO GENERALE MERLO ANNALISA.
Il Sig. SCHIAVON MARTINO, nella sua qualità di SINDACO assume la presidenza e, riconosciuta legale
l’adunanza, dichiara aperta la seduta e chiama all’ufficio di scrutatori i Signori:


DE BONI GABRIELE
BASSAN ALESSANDRO
ORLANDO CARMELO
Alla trattazione del presente argomento iscritto all’ordine del giorno sono presenti i Signori:
SCHIAVON MARTINO P BASSAN ALESSANDRO P
RINUNCINI ENRICO P NARIUZZI ANASTASIA A
RAVAZZOLO EMY P PEGORARO NICOLO' P
NARDO ROBERTO P ORLANDO CARMELO P
ZOPPELLO CATIA P SCHIAVON MARCO P
SALMASO LAURA P DEL NEGRO CLAUDIO P
ZIGLIO ALESSIA P RENNA FILIPPA P
DE BONI GABRIELE P VOLPIN LEONARDO P
GASPARIN ALESSIA P
Presenti 16 Assenti 1


Verbale letto, approvato e firmato digitalmente, ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 20 e 21 del D.Lgs. 82/2005;
sostituisce il documento cartaceo e la firma autografa.


IL PRESIDENTE IL SEGRETARIO GENERALE
SCHIAVON MARTINO MERLO ANNALISA


Atto prodotto da sistema informativo automatizzato - Deliberazione di Consiglio Comunale n. 51 del 30-10-2019
Il SINDACO propone al Consiglio Comunale l’approvazione del seguente Ordine del Giorno per
dichiarare lo stato di Emergenza Climatica e Ambientale intitolato IL DIRITTO AL FUTURO,
presentato dall’Associazione Follereau Italiana Dirittiamoci, prot. n. 14087 del 07.08.2019.
Ordine del Giorno per dichiarare lo stato di Emergenza Climatica e Ambientale


IL DIRITTO AL FUTURO


Premesso che:
Il 15 marzo 2019 si è tenuto il ‘Global Strike for Future’, giornata di mobilitazione - mondiale contro i
cambiamenti climatici promossa dal movimento spontaneo dei FFF (Fridays For Future), ispirato
dall’attivista Greta Thunberg, che ha visto milioni di giovani sfilare nelle città di tutto il mondo;
- Lo scorso venerdì 24 maggio si è tenuto il secondo Sciopero Mondiale per il Futuro, in una seconda
mobilitazione contro i cambiamenti climatici che ha visto oltre duecento Comuni italiani chiedere la
dichiarazione di emergenza climatica e ambientale;
- La politica non fa abbastanza per contrastare i cambiamenti climatici in corso, quando questi
dovrebbero essere la priorità nell’agenda politica di qualsiasi governo, dal Presidente del Consiglio
fino all’amministratore del più piccolo dei Comuni;
- Per riconvertire ecologicamente la nostra economia occorre la partecipazione di tutti, accettare di
modificare alcune abitudini per non doverle modificare tutte, perché i cambiamenti climatici a questo
porteranno: un mondo nuovo poco ospitale per l’uomo;
- Occorre che governi e imprese adottino il modello dell’economia circolare e intraprendano politiche
radicali per rendere le attività umane sostenibili sia ambientalmente che socialmente, affinché
l’innovazione tecnologica sia a beneficio della collettività, per tutelare i lavoratori e i soggetti deboli
della società, per arrestare lo sfruttamento delle risorse oltre i limiti naturali di rigenerazione e darsi
tempi certi per arrivare alla completa de-carbonizzazione delle fonti di energia a favore di quelle
rinnovabili;
Considerato che:
- L’accordo di Parigi del 2015, frutto dell’intesa raggiunta alla conferenza sul clima (COP 21), è entrato
in vigore il 4 novembre 2016 ed è il primo accordo universale e giuridicamente vincolante che impegna
la comunità internazionale a ridurre le emissioni di gas serra per arrivare, nella seconda parte del secolo
ad una temperatura globale di 1,5 °C superiore ai livelli pre-industriali;
- L’accordo riconosce il ruolo dei soggetti interessati che non sono parti dell’accordo nell’affrontare i
cambiamenti climatici, comprese le città, altri enti a livello subnazionale, la società civile, il settore
privato e altri ancora. E che sono invitati a:
1)intensificare i loro sforzi e sostenere le iniziative volte a ridurre le emissioni.
2)costruire resilienza e ridurre la vulnerabilità agli effetti negativi dei cambiamenti climatici.
3)mantenere e promuovere la cooperazione regionale e internazionale.
- La Camera dei Comuni britannica ha approvato la mozione del Partito Laburista perché il Regno Unito
dichiari lo stato di emergenza climatica, dichiarazione seguita da quelle di Scozia, Galles, Catalogna e
da numerose città in tutto il mondo, oltre 500 Consigli Comunali, da San Francisco a Melbourne, da
Basilea a Londra, da Vancouver ad Acri (il primo comune italiano a dichiarare lo stato di emergenza
climatica) fino a Lucca e ad altri Comuni italiani oltre a importanti città come Milano, Napoli e Torino.
- La dichiarazione di emergenza climatica serve a plasmare politiche volte a mitigare i cambiamenti
climatici in atto, riducendo i rischi che questi comportano: innalzamento del livello del mare,
desertificazione, fenomeni meteorologici estremi, guerre, migrazioni di massa, carestie, estinzione di
numerose specie vegetali e animali.
- Uno dei motivi che destano maggior preoccupazione, anche a breve termine, è dato dall’impatto che
questi cambiamenti hanno nella vita quotidiana delle persone e la loro salute, senza dimenticare gli
effetti sull’ecosistema e la biodiversità che mette in ginocchio ampi settori della nostra economia.
DELIBERA DI CONSIGLIO n. 51 del 30-10-2019 - COMUNE DI PONTE SAN NICOLO' - pag. 2
Ricordato che:
Il report dello scorso 8 ottobre dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate - Change) evidenzia
come la soglia massima di sicurezza di aumento della temperatura media globale (1,5 °C) rischia di
essere superata nel 2030 se non si interverrà urgentemente e che il superamento di tale soglia
comporterà alterazioni climatiche irreversibili;
- L’ultimo rapporto IPBES-ONU, del 6 maggio 2019, segnala un declino ecologico ‘senza precedenti’,
in cui un milione di specie animali e vegetali sono a rischio estinzione nel breve termine a causa dei
cambiamenti climatici e di un insostenibile sfruttamento di terra, mare, piante e animali;
IL CONSIGLIO COMUNALE
1.Dichiara simbolicamente lo stato di Emergenza Climatica e Ambientale;
2.Riconosce alla lotta ai cambiamenti climatici un ruolo prioritario nell’agenda dell’Amministrazione
Comunale, tenendo conto in ogni azione amministrativa o iniziativa degli effetti che questa comporta
sul clima;
3.Chiede all’Amministrazione Comunale di impegnarsi a collaborare con gli enti preposti affinché il
Governo Italiano vari urgentemente un piano per affrontare l’Emergenza climatica e ambientale con
misure concrete e immediate.
4.Impegna l’Amministrazione Comunale ad attenersi alle direttive contenute nell’accordo di Parigi, con
particolare riguardo agli investimenti volti a ridurre le emissioni di gas serra;
5.Impegna l’Amministrazione Comunale ad intraprendere un dialogo istituzionale con gli enti
governativi regionali e nazionali, affinché si dia concreta attuazione a provvedimenti, su scala
regionale e nazionale, volti alla lotta contro i cambiamenti climatici e alla riduzione delle emissioni di
gas serra e del loro assorbimento;
6.Impegna l’Amministrazione Comunale a fare propria l’esigenza di migliorare lo stato di salute del
nostro Pianeta provvedendo ad informare, educare e orientare i cittadini verso modelli di consumo
sostenibili anche tramite incontri ad hoc con la cittadinanza dove si possa imparare a produrre meno
rifiuti, sprecare meno alimenti, sprecare meno acqua e meno energia ed indirizzando i cittadini verso
un uso responsabile delle risorse naturali;
7.Impegna l’Amministrazione Comunale ad aumentare il coinvolgimento attivo dei cittadini e delle
associazioni nel processo di individuazione delle criticità ambientali e nella loro soluzione;
8.Prende atto che per raggiungere una vera ‘rivoluzione verde’ occorre la convinta partecipazione di
tutti, ogni singolo cittadino, per porre in essere azioni di contrasto ai cambiamenti climatici, dalla
raccolta differenziata alla lotta ad ogni tipo di spreco, fino alla modifica di abitudini deleterie per
l’ambiente e per l’uomo, a favore di comportamenti virtuosi improntati alla sostenibilità ambientale e
sociale.

AGIAMO PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!
AGIAMO PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!

DICHIARARE L'EMERGENZA CLIMATICA


Trasmettiamo il messaggio che ci è stato trasmesso perché ogni Comune dichiari lo stato di Emergenza Climatica.

Abbiamo quindi, inviato una PEC, con l'invito ad approvare una mozione per dichiarare lo stato di Emergenza Climatica, ai 101 Comuni della Provincia di Padova, confidando in una loro positiva risposta, ed in una diffusione di questo importante impegno. 

Qui sotto, la lettera inviata ai Comuni.

 

 

Oggetto: Il diritto AL FUTURO - Mozione per dichiarare lo stato di Emergenza Climatica e Ambientale

 

 

 

Spett/le Amministrazione Comunale,

 

 

 

sono Antonio Stasolla, presidente dell’associazione Follereau Italiana Dirittiamoci, da anni impegnata nella tutela dei diritti e nell’aiuto delle persone deboli, ad iniziare dai bambini.

 

Ed è proprio per i bambini che Vi scrivo, perché il loro diritto al futuro non venga compromesso da continui e persistenti comportamenti scorretti di noi adulti a danno dell’ambiente.

 

 

 

Le conseguenze del riscaldamento globale sono ormai evidenti ed aggiungo, catastrofiche, quindi è necessario agire velocemente e con determinazione, nell’immediato, se vogliamo garantire ai nostri figli la possibilità di vivere la propria vita

 

 

 

Voi potete fare la differenza, i Comuni, tutti insieme, nel discutere e far approvare, nel prossimo Consiglio Comunale, la mozione per dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale, che vi invio in allegato, incidendo con tale atto, anche negli indirizzi politici provinciali, regionali e nazionali, per tutelare la nostra unica casa: il nostro pianeta.

 

 

 

Considerata l’estrema importanza dell'argomento, invio tramite PEC.

 

 

 

Nel ringraziarVi per l’attenzione, porgo cordiali saluti.

 

 

 

Antonio Stasolla